Presentazione del libro “La Giusta Parte” testimoni e storie dell’antimafia
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LA GIUSTA PARTE – Testimoni e storie dell’antimafia
Caracò Editore Collana Simgoli ISBN XXX I edizione settembre 2011
Questo libro è dedicato a tutti quelli che credono che combattere le mafie sia sempre compito di qualcun altro.
INTRODUZIONE
Se è stato difficile raccontare le vittime innocenti di camorra in un libro come La Ferita (Ad est dell’equatore 2009) ancora più complicato è raccontare l’antimafia quotidiana. Quella fatta da uomini e donne che ogni giorno si ritrovano in prima linea per aver fatto una scelta di vita, tra le tante possibili, che condiziona inesorabilmente anche la loro esistenza: una scelta di responsabilità e di impegno civile.
La storia dell’antimafia in questo paese ha subito più di uno scossone, soprattutto da quando si è cominciato a parlare di “un’antimafia di professione” in senso dispregiativo, creando spesso danni irreparabili. Nella memoria di tutti è il caso del giudice Giovanni Falcone, accusato di aver ordito la collocazione di una bomba nella sua stessa villa dell’Addaura. Più di recente le continue polemiche sorte intorno alla figura di giornalisti come Roberto Saviano non fanno altro che rafforzare l’idea che l’importante sia raccontare prima ancora del dover ricordare.
Non vi è chi non veda come nei territori a rischio, quali che siano, nei quartieri difficili delle città, nelle regioni soggiogate dalle mafie, sia indispensabile l’attività di coloro che si occupano in modo professionale e non improvvisato del fenomeno mafioso, del suo retroterra culturale, della mentalità mafiosa (la cosiddetta mafiosità). Forse un’analisi critica andrebbe condotta su una certa diffusa tendenza a sfruttare l’antimafia a fini scenici ed economici, con tutte le prevedibili derive, ma questa è un’altra storia.
In più di un caso, la mancanza di un’adeguata cultura dell’antimafia ha impedito di riconoscere i segnali che hanno portato la criminalità organizzata a trovare terreno fertile in aree trascurate dalle istituzioni (pensiamo all’Emilia Romagna o alla Lombardia, regioni che solo di recente sembra abbiano voluto riconoscere il problema). E Leonardo Sciascia lo aveva largamente previsto, parlando della “linea della palma” che si sposta costantemente verso nord.
La giusta parte vuole essere anche un modo per riflettere sulla pervasività del fenomeno mafioso, in grado di allignare ovunque, capace di infettare e compromettere la vita di chiunque, anche di chi se ne ritiene saldamente al riparo.
I giornalisti e gli scrittori di questa antologia hanno scelto liberamente le storie e le vite da raccontare: esempi e vicende ora attuali ora drammaticamente concluse.
Abbiamo cercato di puntare lo sguardo non solo sui nomi illustri che hanno avuto la possibilità di essere già protagonisti di libri, film, fiction, ma anche su vite e storie meno note all’opinione pubblica. Testimoni, dunque, accomunati tutti dall’impegno costante a fare quello che è doveroso fare, quali che siano gli ostacoli, quali che siano le conseguenze personali. Lo diceva bene Italo Calvino: due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e approfondimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
A un certo punto, ci siamo chiesti se fosse il caso di raccontare storie di uomini politici, ma la politica è cosa tanto mutevole che è davvero impossibile trovarsi obiettivamente d’accordo su un nome.
Alla fine ho ritenuto decisamente emblematiche le vicende di Rosario Crocetta e Renato Natale, anche per sfuggire a una demagogia che mette tutti i politici su un piano unico e indistinto.
Nel susseguirsi delle storie raccontate ci sono inevitabili omissioni. Mancano giornalisti come Rosaria Capacchione, Lirio Abate, Roberto Saviano.
Non ci sono magistrati come Aldo Grasso, Gian Carlo Caselli, Raffaele Marino. Non ci sono uomini di chiesa come padre Alex Zanotelli, Don Luigi Ciotti, Monsignor Nogaro.
Questa introduzione vuole essere anche un modo per ricordarli.
Mario Gelardi
Clicca per leggere la prefazione del libro
Mario Gelardi: Autore e regista teatrale. Ha partecipato all’edizione 2010 del “Napoli teatro festival Italia” con lo spettacolo La città di fuori, tratto dal libro La città perfetta, di Angelo Petrella. Premio Olimpici del Teatro come miglior novità italiana per Gomorra scritto con Roberto Saviano. Premio Enriquez per il teatro di impegno civile.Premio Girulà 2007 come miglior autore e premio Ustica per il teatro 2005 per Quattro, scritto con Giuseppe Miale di Mauro. Premio Flaiano 2002 con Malamadre, testo attualmente in scena a Praga con il titolo di Zlomatka. È stato direttore artistico della rassegna “Teatri della legalità”. Ha curato l’antologia La ferita. Racconti per le vittime innocenti di camorra, con cui ha vinto il premio Elsa Morante, speciale Nisida. Ha partecipato a diverse antologie e ha pubblicato il suo primo romanzo Liberami dal male con la prefazione di Roberto Saviano, edito da Ad est dell’equatore.
Alessandro Gallo: Laureato in “Discipline dello spettacolo dal vivo” all’Università di Bologna. Vive e lavora a Bologna, dove ha fondato, assieme a Maria Cristina Sarò e Miriam Capuano, il gruppo Zerocinqueuno, occupandosi di promozione e produzioni di eventi di spettacolo dal vivo con particolare interesse al teatro e alla letteratura d’impegno civile. Autore, attore e regista, ha vinto, con lo spettacolo Tufo, il premio Miseno 2008. Con il riadattamento teatrale del suo primo romanzo Agguantame (Il Punto di Partenza) si è aggiudicato il premio Miseno 2010. Con lo spettacolo Vrènzule si è classificato semifinalista al premio Scenario 2009. Ideatore edinatore, assieme a Maria Cristina Sarò e Alessandro Pecoraro, del progetto di teatro per la legalità “Vi raccontiamo le mafie”, rivolto agli studenti delle scuole superiori di Bologna. Per Caracò Editore ha curato l’antologia La parola liberata dalle mafie.
Massimiliano Perna: Giornalista e scrittore. Laureato presso la facoltà di Scienze Politiche di Catania, attualmente vive a Milano. Nel corso della sua attività di inchiesta si è occupato di legalità, ambiente e, soprattutto, di immigrazione, tematica a cui ha dedicato e dedica particolare attenzione. Ha pubblicato con diverse testate nazionali, tra cui “L’Unità”, “Micromega.net”, “Liberainformazione”, “Terre di Mezzo” e “Altreconomia”, e ha collaborato con Radio1 Rai per due puntate speciali sui fatti di Rosarno. È autore del saggio La società aperta e lo straniero – Migranti tra demonizzazione e integrazione (Bonanno editore) ed è uno degli autori del libro I volti del Primo Marzo – Voci da un’altra Italia (Marotta e Cafiero). Dirige il sito web di informazione e dibattito www.ilmegafono.org, che ha fondato nel 2006.
Santina Giannone: Giornalista e scrittrice, ha compiuto studi classici, specializzandosi poi in comunicazione presso “Il Sole 24 ore”. Corrispondente del quotidiano regionale “La Sicilia”, scrive e collabora con diverse testate e televisioni locali, e dirige il mensile “Talè”.
Pino Maniaci: TeleJato






